25 Aprile FESTA DELLA LIBERAZIONE

 

Gli alunni delle classi 4^ e 5^ della scuola Primaria “Marco Polo” di Cusinati partecipano con consapevolezza ed impegno a questa celebrazione.
Noi insegnanti ci siamo impegnate a far loro comprendere in quale periodo e situazione storica e sociale abbia avuto origine la “FESTA DELLA LIBERAZIONE”.
Sappiamo che ricorda la fine del periodo nazi-fascista e la liberazione dell’ Italia dalla dittatura di Mussolini( alleato con Hitler) e la  vittoria dei Partigiani antifascisti che organizzarono LA RESISTENZA per riconquistare la libertà e porre le fondamenta della democrazia.
Proprio il 25 aprile 1945 i Partigiani , con l’ aiuto e l’ appoggio degli Alleati americani e inglesi, entrarono vittoriosi nelle principali città, liberando l’Italia  e gettando le basi per una nuova democrazia, quella di cui godiamo oggi.
La COSTITUZIONE Italiana attuale è nata dalle idee di democrazia e di libertà e fu elaborata negli anni successivi proprio da quegli uomini e da quelle donne che avevano lottato contro la dittatura fascista.
Oggi è un’ OCCASIONE PER RICORDARE CHE LA LIBERTÀ NON È UN VALORE GRATUITO CHE ESISTE AUTOMATICAMENTE  E OVUNQUE O UNA CONDIZIONE CHE SI MANTIENE DA SOLA, LA LIBERTÀ VA COSTRUITA E DIFESA GIORNO PER GIORNO.
La COSTITUZIONE ITALIANA LA GARANTISCE e vale per ogni individuo.
Mandiamo quindi oggi un forte messaggio a tutte quelle persone che ci sono accanto e a chi ha in mano la gestione del POTERE pubblico:
lasciamo che i nostri ragazzi possano diventare adulti in un ambiente “LIBERO” da vincoli e modelli negativi.
 
 
 
LA LIBERTA’
Durante il periodo della Resistenza, gli italiani lottarono per conquistare la libertà.
Allora era proibito parlare e scrivere della libertà.
 
 
 
E fu scritta sui muri
anche se proibito;
diffusa sui giornali
anche se proibito;
gridata su tutte le piazze
anche se proibito…
 
Resistenza è la gente 
che si dà la mano e muore
e vuole salvare le fabbriche
per il lavoro, vuole
la terra per il contadino…
 
E che non sia proibito 
leggere
e che non sia proibito
scrivere
né cantare, né lavorare in pace.
 
di Renzo Nanni
 
 
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